Charlie il mondo si mobilita per aiutarlo

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La vicenda del piccolo Charlie sta facendo commuovere milioni di persone e sono in tanti che hanno offerto il loro aiuto.

Tra questi nei giorni scorsi il direttore della Sala Stampa Vaticana, Greg Burke, ha dichiarato: “Il santo Padre segue con affetto e commozione la vicenda del piccolo Charlie Gard ed esprime la propria vicinanza ai suoi genitori. Per essi prega, auspicando che non si trascuri il loro desiderio di accompagnare e curare sino alla fine il proprio bimbo”.

Mentre il Santo Padre aveva scritto su Twitter: “Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo“.

E’ delle ultime ore la notizia che l’ospedale pediatrico Gesù Bambino di Roma che si è dichiarato disposto ad accogliere il piccolo paziente britannico. La presidente della struttura capitolina Mariella Enoc, ha dichiarato: “Sappiamo che il caso è disperato e che, a quanto risulta, non vi sono terapie efficaci. Ma siamo disponibili ad accogliere il bimbo per il tempo che gli resterà da vivere. Verificheremo con il Great Ormond Street Hospital di Londra se vi siano le condizioni per un trasferimento di Charlie presso il nostro ospedale”.

Dall’altra parte del mondo arriva anche il sostegno del Presedente degli Stati Uniti, Donald Trump che ha scritto un tweet di “offerta d’aiuto” per il piccolo malato: “If we can help little #CharlieGard, as per our friends in the U.K. and the Pope, we would be delighted to do so.” Il portavoce della Casa Bianca ha fatto sapere: “Il Presidente non ha parlato direttamente con i familiari del bimbo perché non vuole esercitare pressione in alcun modo ma membri dell’amministrazione hanno contatti facilitati dal governo britannico“.

I genitori del piccolo avevano intenzione di trasferire il loro bambino proprio negli Stati Uniti, dopo che erano venuti a conoscenza di cure sperimentali perla rara patologia della quale è affetto il figlio. Charlie  soffre di sindrome da deplezione del DNA mitocondriale: una patologia rarissima e degenerativa che colpisce i geni causando un progressivo deperimento muscolare, al mondo ci sono appena sedici casi.

La situazione di Charlie si è aggravata lo scorso mese di marzo e dopo questi peggioramenti c’è stata la decisione dell’ospedale dove il piccolo è ricoverato di staccarlo dal respiratore che lo tieni in vita e dargli una morte dignitosa, senza accanimento terapeutico. Una decisione che non è stata accetta dai genitori del bambino ed è iniziata una battaglia giudiziaria vinta dal nosocomio britannico che è pronto a staccare la spina e porre la parola fine alla vita del piccolo Charlie.

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