Gianna Nannini addio l’Italia per Londra per la sua famiglia
Gianna Nannini lascia l’Italia per Londra per la sua famiglia

Gianna Nannini ha deciso a sessantun anni che è arrivato il momento di lasciare definitivamente il nostro paese e trasferirsi a Londra per assicurare un futuro a sua figlia Penelope in caso di una sua prematura scomparsa.

L’artista senese che vive tra il nostro paese e Inghilterra con sua figlia e la sua compagna Carla da quando è nata la bambina. Ora si trasferirà stabilmente a Londra e lì non solo potrà sancire la sua unione con Carla ma quest’ultima grazie alla stepchild adoption nel caso di scomparsa della cantante, sarà un genitore riconosciuto dalla legge.

La Nannini in una lunga intervista rilasciata a Vanity Fair, ha dichiarato:” Mi ci trasferisco con Carla e Penelope. Non ci sono leggi, in Italia, che mi garantiscano cosa succederebbe a Penelope se me ne andassi in cielo. Quindi me ne vado in questo Paese, l’Inghilterra, dove sono rispettata nei miei diritti umani di mamma” e sulla cosmopolita Londra in una precedente intervista aveva detto: “Londra è tutto il mondo, tutti i colori diversi che stanno assieme, ho scelto di vivere qui perché così mia figlia Penelope cresce senza preconcetti”.

La cantante aveva anticipato questa sua decisione anche nella su biografia “Cazzi miei”, molto riservata ha sempre cercato di tenere per lei e per pochi intimi la sua vita privata.

Una scelta non facile ma obbligatoria per garantire un futuro alla sua bambina. La Nannini ha dichiarato che in Italia non si è sentita rispettata come donna e soprattutto come mamma, riferendosi in particolare alla aspre critiche che ha ricevuto quando ha deciso di diventare mamma all’età di 54 anni e senza avere un compagno.

Ha “bacchettato” il nostro paese aggiungendo: “Non ci sono leggi in Italia, che mi garantiscano cosa succederebbe a Penelope se me ne andassi in cielo. Quindi me ne vado in questo Paese, l’Inghilterra, dove sono rispettata nei miei diritti umani di mamma”.

L’Italia attualmente resta uno dei paesi civilizzati più arretrati sotto l’aspetto dei diritti civili e nonostante abbia sancito le unioni civili, risulta tra i paesi più indietro in questo campo.

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